Sulla crisi dei rifugiati in Europa

Convergenza delle Culture (2015-09)

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Nelle ultime settimane abbiamo assistito alla più grande tragedia umanitaria vissuta da decenni nel vecchio continente. Pur non essendo un fenomeno nuovo, questo esodo di massa ha recentemente assunto una grandezza mai vista prima, si dice solo paragonabile a ciò che è avvenuto nella seconda guerra mondiale.
Solo che allora i treni affollati non cercavano di arrivare in Europa, ma di fuggirne.

I media riflettono nei loro titoli lo stupore e la commozione delle popolazioni, anche se rispondono a interessi meno legittimi di quelli del cittadino apatico, che fino a poco tempo fa viveva tranquillamente ignorando le tragedie dei vicini.
Annunciavamo da tempo la grande crisi storica che si stava preparando; la situazione attuale dunque non  ci coglie di sorpresa, ma ci indigna.

Sentiamo ancora una volta la responsabilità di chiarire i punti chiave che sono generalmente dimenticati o occultati:

1- I punti di partenza dell'esodo sono quelli in cui l'Unione Europea e il suo alleato, gli Stati Uniti (se non la Russia) hanno condotto interventi militari o promosso conflitti armati. Risuonano ancora gli echi delle cosiddette “guerre preventive”, grazie alla manipolazione da parte di coloro che hanno posto le condizioni per l’ascesa del terrorismo islamico, quando non lo hanno addestrato, armato e lanciato per interessi politico-economici.

2- Questa crisi rivela la falsità della presunta assenza di frontiere all'interno Unione Europea, che ha sempre favorito la libera circolazione delle merci e dei capitali, più che quella delle persone. Schengen è stato progettato per un'Europa dei commercianti e non per un’Europa dei popoli.

3- Le vergognose proposte di quote di accoglienza cercano di stabilire differenze tra profughi che fuggono da guerre militari o da guerre economiche. Parlano di esseri umani come se parlassero di quote latte. Quale tribunale potrà decidere la quota di coloro che avranno la possibilità di vivere?

4- Si agita ancora una volta il timore dell’Islam come argomento per cercare di limitare ciò che non potrà essere contenuto in alcun modo. Questo nuovo tentativo dei più reazionari non solo è falso e indecente, ma mostra la sua infinita ipocrisia.

Tuttavia, nonostante tutta questa ingiustizia, ancora una volta sono le popolazioni, attraverso le migliori tradizioni umaniste europee, a dare una lezione di dignità e solidarietà ai nostri vergognosi politici. Decine di migliaia di cittadini stanno offrendo le loro case, reti di quartiere si organizzano per assistere chi arriva nelle loro città e amministratori locali di nuovo tipo si assumono le responsabilità che i governi nazionali e le istituzioni europee rifiutano.

Sottolineiamo infine la necessità di capire che Non ci sarà progresso se non di tutti e per tutti e che nonostante tanto dramma, la gente avanza in modo lento ma inesorabile verso la futura Nazione Umana Universale.